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chi e' gio'

Se dovessi definirmi in una parola credo che la più appropriata sia “Esploratore”.

Giò e annalastrega:

Il mio compito iniziale all'interno del sito sarà quello di fornirvi degli elementi necessari per potervi avvicinare al mondo magico; avrete la possibilità di diventare forti e sicuri di voi stessi, capaci di vedere cose che prima non avete mai notato.
Secondo noi per praticare, conoscere la magia, prima di tutto è necessario conoscere se stessi, la propria natura , la forza interiore, acuire la sensibilità e facoltà latenti. Non si può pretendere di dominare forze - energie se non si conoscono le proprie possibilità e sopratutto non ci si crede con ogni cellula del propio corpo, quindi non le si percepiscono perchè siete voi stessi a non volerle sentire per paura o per superficialità.
Il mio - Nostro primo obbiettivo sarà prendere coscienza di se stessi, del propio corpo e spirito.
Alcuni dei primi argomenti che andrò a trattare saranno i viaggi astrali alcune tecniche di rilassamento ed energizzazione. Grazie ad essi impareremo a conoscere il mondo che ci circonda con nuovi occhi e una consapevolezza maggiore. Con questo primo approcio avrete la possibilità di scegliere se continuare nel risveglio di voi stessi o fermarvi, le esperienze che andrete a vivere saranno diverse per ogniuno di voi, sarà la prova del fuoco in cui capirete se tutto ciò rientra nel vostro modo di essere.
In concomitanza con quanto detto parleremo anche di diversi rituali, filosofie, usenze, religioni, cercheremo di carpirne l'essenza, fra tutti la WICCA sarà una delle prime ad essere approfondita per lo spirito su cui è fondata "LA LIBERTA', IL LIBERO ARBITRIO, LA FORZA DELLA NATURA E DELL' INDIVIDUO, LA DUALITA' DEL DIVINO..."

Come iniziò:

È da quando avevo 14 anni che la “magia” ha iniziato a far parte della mia vita e come il più delle volte accade, per puro caso.
È difficile parlarne, sembra quasi descrivere qualcun’ altro o l'introduzione di un romazo, ma questa è la mia vita.
Ripercorro con la mente come tutto ebbe inizio...
Vivevo in campagna lontano dal tran tran cittadino, in una di quelle case stile americano prefabbricate, non era grande però era carina ed accogliente. La cosa che più mi entusiasmava era il bosco, la natura in cui era immersa.

Per quanto la fantasia non mi mancasse c’erano giornate in cui non sapevo che fare. Mi ritrovavo spesso a leggere sul letto sognando i miei beniamini. A volte mi piaceva cambiare, conoscere qualcosa di nuovo. Se c’è una cosa che non mi è mai mancata sono proprio i libri. Non per fare il presuntuoso o la vittima, ma più che una casa sembrava una vecchia libreria incasinata stile inglese, tutto legno e scaffali. Praticamente in ogni buco c’erano tomi o riviste di approfondimento.
Avevo un sistema formidabile per scegliere il libro, se vogliamo essere proprio onesti anche un po’ idiota, ma sicuramente non facevo l’errore che fanno in molti di scegliere un libro dalla copertina, dal titolo o magari dopo aver letto solo la prima pagina. Mi ero imposto un' unica regola, il libro preso dovevo leggerlo fino in fondo. Il sistema era semplice, mi mettevo al centro del soggiorno giravo su me stesso vorticosamente per 20-30 secondi ad occhi chiusi, per perdere la cognizione della posizione delle librerie, mi avvicinavo sempre con gli occhi chiusi a una di esse, il primo libro che sentivo mio lo prendevo.
Non vi dico le letture assurde che mi sono capitate, comunque, in una di quelle occasioni mi capitò un piccolo libro di circa 300 pagine, coperto da un cartoncino bianco anonimo. La scelta all’inizio non mi piacque molto, anche perchè scorrendolo notai che tutte le pagine erano di un giallo scuro e in alcuna parti mangiate da parassiti. Il primo istinto era quello di riporlo, infatti era da diverso tempo che mi ero appassionato all’elettronica, radio, transistor, informatica erano il mio pane quotidiano. Smontavo tutto quello di cui non capivo il funzionamento, con grande felicità di mia madre (per la cronaca attualmente le cose non sono cambiate, informatica e computer sono il mio lavoro, bel contrasto vero? Due materie diametralmente opposte, o forse no........ ).
Forse per la casa in cui vivevo, ma tutto ciò che non era “innovativo”, vecchio insomma, lo consideravo inutile, di scarso interesse. Ma la mia “vocina” interiore, istinto o come lo volete chiamare mi aveva ricordato “le regole vanno rispettate”. Mi ero messo subito a leggerlo sul letto della mia camera. In quel momento non avrei mai pensato che sarebbe stata la scintilla che mi avrebbe cambiato la vita, il mio modo di pensare ma sopratutto il modo di vedere la realtà. Stranamente, a differenza di tutti gli altri libri che avevo letto non mi ero interessato dell’autore ma lessi solo il titolo

“CONOSCI TE STESSO”


Sfogliandolo mi ero accorto di alcuni elementi curiosi:

non aveva una prefazione,un indice dei capitoli, un sommario,

pensavo che si fossero staccate le pagine vedendo le condizioni in cui era. In contrasto con quanto detto però, i numeri di pagina c’erano. Ma le cose che più mi lasciavano perplesso e mi emozionano ancora adesso al solo ripensarci, sono le seguenti:

le pagine nonostante fossero vecchie, gialle, bucate dai parassiti erano solide, non si sfaldavano come era presumibile, al tatto sembravano quelle di un libro nuovo;

la rilegatura era perfettamente integra, nella mia testa rieccheggiava la classica frase “non fanno più le cose come una volta”;

la grafica, l’impaginazione era molto semplice, parlando dell’indice dei capitoli in realtà di capitoli non c’erano, tutto il libro era un testo unico; quando iniziava un nuovo argomento semplicemente la prima parola del paragrafo era rientrata e in maiuscolo.

Poi ne capii il senso; Pensate a una torta quando viene divisa in tante parti, ogni uno ne riceve una fetta, non la chiameremo più “torta” ma “fetta di torta”, come se fosse qualcosa di diverso, invece la sua essenza rimane sempre quella di una torta, ma noi distinguiamo la fetta numero 1 numero due e ad ogni una diamo delle caratteristiche che teoricamente l’altra non ha, più grossa più piccola, con più crema ecc. Ci perdiamo in un mare di parole e concetti dispersivi che non servono a niente.


Dividere, segmentare il sapere,
dare una connotazione staccata di ogni insegnamento
scindere i legami che lo uniscono è sbagliato

(questo discorso vi rammenta qualcosa???).


Tenerlo in mano era piacevole e strano allo stesso tempo, mi dava una strana sensazione di tensione, come se dovessi sbrigarmi, come se ci fosse un tempo prestabilito per il tutto - ne parlo così ora, con il senno di poi, in quanto in quel momento non riuscivo a comprendere, lessi e basta -.
Il primo giorno rimasi fino a tarda notte a leggere, ne capii poco, forse anche per l’ora, ma ero soddisfatto.
Con poche parole mi fece capire che non siamo solo carne e ossa ma molto di più. Questo mi spinse ad approfondire. Per dirla in modo semplice insegnava a migliorasi e a conoscersi con semplici tecniche sotto ogni aspetto, fisico – mentale – spirituale. Trattava più argomenti, filosofie, riti contemporaneamente con una semplicità sconcertante, con continui riferimenti le une alle altre. Naturalmente c’erano pezzi che non riuscivo ad apprendere, perchè presupponevo che per la loro comprensione, dovevo avere delle conoscenze di base, ma anche questo sembrava previsto.
Il tema che preferivo era il viaggio astrale, nel libro veniva definito uscita dello spirito. Tra i vari argomenti mi sembrava il più veritiero,reale perchè aveva dei risvolti scientifici; frequenze, vibrazioni, piani energetici, buchi neri (ho notato che alcuni riferimenti erano simili agli attuali libri di William Buhlman). Al resto non diedi tanta importanza perchè ero molto scettico, l’idea di non aver appreso subito la verità mi brucia ancora.
Nei giorni successivi avevo continuato a leggerlo e rileggerlo, in ogni ritaglio di tempo, sopratutto la sera. Sentivo sempre quella sensazione. Mi spingeva a pormi sempre nuovi quesiti, a cui volevo trovare una risposta a tutti i costi. Stranamente quando mi arrovellavo su un mio enigma, spogliando il libro trovavo una frase un paragrafo che in qualche modo mi indirizzava verso la soluzione o almeno parte di essa. Questa cosa era avvenuta diverse volte ma non gli prestai attenzione, pensando semplicemente di non aver letto con accuratezza. Mi stavo sbagliando. Purtroppo me ne resi conto tardi.
La sera del settimo giorno da quello in cui trovai il libro, rileggendo i miei appunti mi accorsi che in fondo al libro le pagine bianche con le righe prestampate erano decisamente meno di quelle che avevo notato i primi giorni. Ne ho la certezza per un semplice motivo, le avevo controllate. Quando inizia a prendere i primi appunti erano una ventina o più, ora erano solo 5. la cosa mi lasciava perplesso ma non più di tanto. Ero ancora troppo superficiale per considerare altri aspetti e avevo pensato che si fossero staccate senza accorgermene. Dopo essermi riletto le ultime parti del libro mi addormentai.
La mattina seguente feci colazione in fretta e furia, era tardi, dovevo andare a scuola. Mentre mi vestivo cercavo con gli occhi il libro per portarlo, guardai sul comodino, a terra, sul letto, indispettito rivoltai le coperte e il letto, in mezzo agli altri libri, niente. - C.... e tardi!!! - mi urlò mio padre, dovevo andare.
Per tutta la mattina avevo il pallino del libro, rivivendo la sensazione che provavo, mentre lo tenevo tra le mani, mi resi conto del suo significato ma non volevo crederci. Quando tornai a casa rivoltai in ogni angolo la camera, niente, scomparso, chiesi anche ai miei genitori, niente di niente. Qualcuno potrebbe pensare "lo ha preso tua madre" per paura che mi potesse influenzare negativamente. Impossibile!
Durante uno di quei fatidici giorni mia madre mi vide in mano il libro e mi disse “L’hai trovato anche tu?”, e aggiunse “Apprendi più che puoi”. Le sue parole avevano un tono di approvazione e di orgoglio, logicamente non feci caso a quanto mi disse in quel momento. Successivamente ne riparlai con lei, le sue uniche parole in riferimento sono state queste ”Come te avevo trovato il libro, ma quando mi resi conto della sua importanza era tardi”. Volevo approfondire ma lei mi ammonì dicendomi “Deve essere solo una cosa tua, è una via che devi seguire e scegliere in solitudine“. Ma questa è un’altra storia che forse più avanti vi racconterò, anche perchè mi sono dilungato fin toppo.
Ero molto nervoso per quanto era accaduto, non riuscivo a farmene una ragione nonostante intuii la funzione del libro, indirizzarmi, svegliarmi, aprire gli occhi vedere il mondo da altre possibili prospettive, la famosa scintilla. Nei giorni successivi ebbi le mie esperienze a dir poco strane o magiche: feci le mie prime OBE (Out of Body Experience, in italiano Esperienza Fuori dal Corpo); vidi la figura di una bambina nella mia camera più volte, avevo la sensazione di conoscerla, dopo circa 5 – 6 mesi la mamma era in dolce attesa proprio di una bambina.
Da quelle esperienze, se ne verificarono molte altre e tutt'ora ne vivo di nuove sempre più emozionanti.

Durante il mio percorso ho imparato due cose fondamentali, il sapere, la conoscenza, la forza sono dentro di noi la consapevolezza nel averli c’è l’hanno in pochi – non ci sono limiti oltre a quelli che ci imponiamo noi stessi per adeguarci alla visione comune della realtà.

nota:(questo racconto è tratto dalle pagine del mio diario personale così come sono, senza nessuna elaborazione, ho cercato di condividere con voi quello che provavo, vogliate perdonarmi per qualche errore di italiano, se avete domande non esitate a mandarmi un e-mail)

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