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tarocchi di Oswald Wirth

i tarocchi

Questo è una articolo pilota, scritto per verificare se l’impostazione data vi soddisfa.
In base alle vostre segnalazioni svilupperemo un modello pratico e chiaro per esporre gli argomenti; utile per mantenere una certa omogeneità nel sito, oltre a renderne più facile ed intuitiva la lettura degli argomenti e dei relativi aggiornamenti.
Se avete delle critiche, volete dire la vostra o farci i complimenti potete inviare una e-mail a info@annalastrega.ito usare il nostro modulo.

Introduzione

Origini

La verità storica contro il sogno mistico

I tarocchi secondo alcuni grandi personaggi

Diamo i numeri

 

Introduzione

Tipiche definizioni di cartomanzia e tarocchi si trovano facilmente sulla rete, tratteremo delle loro peculiarità con ottiche differenti senza cadere nel banale. Abbiamo notato che altre fonti, salvo rare eccezioni, si limitano a dare una infarinatura storica, tanto per trovargli una collocazione temporale, inoltre viene dato largo spazio al presunto significato delle singole carte, con l’aggiunta di qualche schema, tralasciando nozioni sicuramente più importanti, per apprendere la loro vera essenza.

Non è importante la descrizione della cartomanzia o dei tarocchi singolarmente, è determinante capire cosa rappresentano per noi, conoscerne la loro storia sotto diversi aspetti, per carpirne i segreti ed i mutamenti che hanno subito nel corso dei secoli. Passaggio fondamentale per poterli interpretare e conoscere secondo la propria sensibilità.
É d’obbligo quindi fare una distinzione tra la conoscenza storica dei tarocchi, e la conoscenza simblica-magica-spirituale.

Dovete capire una cosa, i tarocchi quando vengono consultati rappresentano in quel singolo momento il presente passato e un possibile futuro, non devono essere loro ad influenzarci ma siamo noi a dare a loro significato con la nostra predisposizione a sentire, a vedere, ad andare oltre le carte, esse rappresentano solo un mezzo.
Capire ciò sarà utile non solo a chi vuole diventare un/a cartomante ma anche alle persone a cui viene fatto un consulto di cartomanzia.
Il primo passo sarà conoscere i tarocchi, successivamente impareremo cosa significa essere cartomante e come consultare le carte senza esserne forviati. La terza fase sarà la scelta del mazzo, importante per raggiungere una sintonia indispensabile con le carte. Quarto ed ultimo passo sarà quello di apprendere alcune tecniche di base, utili a nostro dire solo all’inizio per capirne la dinamica e la funzione, poi sarà il vostro istinto a guidarvi.

Non abbiate paura, per quanto sopra esposto. É semplice, basta iniziare con un minimo di costanza, spirito positivo aperto a nuove sensazioni e possibili visioni. Per avvicinarsi alla cartomanzia non bisogna avere preconcetti, fatevi una vostra idea con un’ esperienza diretta. Senza farvi influenzare da nessuno, imparate.
Voi avete il controllo della vostra vita non le carte, loro sono solo un mezzo per capire, per valutare fatti passati, presenti e possibili eventi futuri che fino a quel momento non erano chiari o non avevate preso in considerazione.
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Origini

Per ora non tratteremo approfonditamente l’aspetto storico, in quanto stiamo preparando un dossier completo che andrà soddisfare ogni vostro domanda. Contro ogni previsione la sua stesura sta portando via moltissimo tempo, man mano che stiamo scrivendo, nuove chiavi di lettura, non considerate precedentemente, ci stanno portando a rivedere il lavoro fin qui svolto. Ci stiamo prodigando nel fornirvi un testo il più possibile veritiero e completo. Cercheremo di sorprendervi. Per sopperire all’attesa vi daremo alcuni spunti in generale. Con queste poche parole non ci aspettiamo certamente di esaurire un tema lungo migliaia di anni, consideratele come una introduzione a ciò che ci aspetta.

Certezze sull’origini dei tarocchi non c’è ne sono , ci sono versioni contrastanti sulla loro comparsa, oltre alla collocazione temporale anche lo scopo per cui sono state create. Nello studio della evoluzione dei tarocchi bisogna tenere conto due elementi:uno, i tarocchi sono il risultato di minimo 2000 anni di mutamenti e di influenze da diverse culture; secondo, purtroppo un vero e proprio mazzo di carte o simili giunte fino a noi risalgono solo a circa il XIV secolo, per cui 1400 anni o più di ricostruzioni effettuate dagli studiosi, si è sviluppata su dati storici e deduzioni scientifiche e non sulle carte originarie.

Le possibili culle dei tarocchi sono molte ma le più dibattute sono la Cina e l’Egitto.
Anche in questo caso faremo una distinzione.
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La verità storica contro il sogno mistico

La tesi della Cina, secondo la maggioranza degli studiosi è la più attendibile storicamente. Gioco e divinazione erano molto diffusi e il loro connubio avrebbero dato vita a un mazzo di carte simile ai tarocchi, si dice che fossero una seconda espressione dei ching. Il termine carte, intorno al X secolo a.c. , periodo in cui si riscontrano le prime tracce documentate, non è del tutto giusto, disegni, scritte erano rappresentate anche su tavolette di legno, stoffa.... I fiorenti rapporti commerciali della Cina, permisero la diffusione di questa antica tradizione negli altri paesi, la quale fu adattata alla loro cultura.

Nella evoluzione delle carte, come noi le conosciamo, il popolo ebraico, il Kabalah ebbe una grande influenza, basti pensare ai 22 arcani maggiori, hanno lo stesso numero di lettere del alfabeto ebraico, oltre a ciò la scrittura ebraica può essere ritenuto un simbolo-geroglifico. Probabilmente è dovuta a questo che venne fatta un’ interpretazione da Gebelin, presumibilmente sbagliata, associandoli ai geroglifici egizi(seguendo nella lettura scoprirai chi è Gebelin).

La diffusione dei tarocchi (naibi era il nome con cui venivano chiamati in quel periodo)in Europa si potrebbe attribuire agli Ebrei i quali nel XIII sec. erano sparsi in tutto il continente. Successivamente l’evento che ne caratterizzo la standardizzazione e il passaggio da naibi a tarocchi come li conosciamo, fu la riforma in Francia di Carlo VII nel XV secolo con cui le vecchie simbologie e figure vennero cambiate con disegni più vicini alla vita di corte e semplici nella loro interpretazione. E’ da precisare che delle bozze dei tarocchi odierni, con carte figurative, erano già presenti da tempo infatti furono il punto di partenza dei vari mastri cartai, ogni stato tra cui Spagna; Italia, Germania diedero vita alla loro caratterizzazione delle carte, semi, numeri, figure diverse o maggiori.

Da queste breve cronistoria avrete capito che quanto abbiamo tra le mani ha subito grandi cambiamenti e adeguamenti in base alla cultura che lo ospitava. Un elemento positivo c’è, essenzialmente i significati di base delle carte sono stati mantenuti, le componenti ermetiche provenienti dalle varie influenze, prime fra tutte la Kabalah ebraica, non sono state cancellate ma sono state preservate il più possibile, oltre esserne state aggiunte delle altre.
La seconda corrente di pensiero sulle origini dei tarocchi è collocata in Egitto, sicuramente la più fantasiosa e meno attendibile ma secondo noi non tutto quello che viene esposto è da scartare, qualche fondamento, intuizione valida può far riflettere.
Sostenuta a gran voce, nel XVIII secolo, da Antoine Court de Gébelin nella sua opera di 9 volumi che trattava di mitologia e linguistica “Le monde primitif analysé et compare avec le monde moderne” (il mondo primitivo analizzato e confrontato al mondo moderno). A pagina 365 dell’ottavo volume si legge:

< Se si sentisse annunciare che esiste ancora ai nostri giorni un’opera degli antichi Egizi, uno dei libri sfuggito alle fiamme che divorarono le loro superbe biblioteche e che esso contiene la loro dottrina più pura su oggetti interessanti, ognuno sarebbe senza dubbio ansioso di conoscere un libro così prezioso , così straordinario . se si aggiungesse che questo libro è assai diffuso in larga parte d’Europa, che da molti secoli è fra le mani di tutti, la sorpresa senz’altro aumenterebbe. La sorpresa sarebbe al suo culmine se si assicurasse che non si è mai sospettato che quel libro fosse egiziano, che lo si possiede come non possedendolo, che nessuno ha mai tentato di decifrare una pagina che il frutto di una squisita saggezza è considerato come un mucchio di figure stravaganti che di per se non significano nulla. Si potrebbe pensare che ci si vuole divertire, prendersi giuoco della credulità dei propri ascoltatori. Questo fatto è però del tutto vero: questo libro unico superstite delle superbe biblioteche egiziane, esiste ancora oggi ed è così comune che nessuno studioso si è mai degnato di occuparsene, perchè nessuno, prima di noi, ne ha sospettato l’illustre origine. Questo è il gioco dei Tarocchi...>

Secondo i suoi studi, ad avvallare la sua tesi è il popolo dei Gitani o Zingari, quanto mai misterioso e dalle origini complesse, che ha permesso all’Europa di conoscere i tarocchi. Secondo la sua visione i tarocchi sono riconducibili alla divinità egiziana THOTH (Ermete per alchimisti e kabalisti) Trismegisto il “Tre Volte Grandissimo” , il quale scrisse o meglio raffigurò nel gioco dei tarocchi il suo sapere ed eventi epocali, affido al vizio del gioco il compito di tramandare la sua conoscenza chiara solo agli iniziati.(Nel dossier approfondiremo la conoscenza di questa divinità umana).
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I tarocchi secondo alcuni grandi personaggi:

ELIPHAS LEVI :(pseudonimo di ALPHONSE LOUIS COSTANT 1810 – 1875) uno degli occultisti più conosciuti. Dice del tarocco < E’ un’autentica macchina filosofica che impedisce allo spirito di smarrirsi, lasciandogli iniziativa e libertà; sono matematiche applicate all’assoluto... è una lotteria di pensieri rigorosamente esatti come i numeri>.

OSWALD WIRTH: non era d’accordo con le idee di Gébelin, affermava che le sue tesi erano troppo affrettate . È stato definito uno dei più grandi maestri del tempo. Wirth disegnò un particolare mazzo di tarocchi, in cui provò a riportare alla luce le antiche simbologie (vedi alcune delle sue carte). Pubblicò nel 1927 uno dei testi più importanti sull’argomento(Le Tarot des Imagiers du Moyen Age – il tarocco degli illustratori del medioevo).


Non furono i soli, abbiamo fatto solo qualche esempio per farvi capire che l’argomento è vasto ed è stato trattato e ritrattato più volte. E molto difficile determinare chi è più vicino alla verità, anche se a nostro modesto parere, ognuno di loro racconta o ha intuito delle piccole verità, deviate poi dagli studi basati sui scarsi fattori di cui disponevano.


Logicamente la storia raccontata può avere più varianti in base agli elementi e alle deduzioni che se ne traggono, quindi le possibili origini non sono solo queste ma abbiamo voluto parlare della versione storicamente più attendibile attualmente e di quella più lontana dalla verità, come sappiamo la storia verrà ancora riscritta magari quando verrà ritrovato il libro originale di Thoth.
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Diamo i numeri:

Molti si chiederanno come è stato determinato il numero dei tarocchi e che significato hanno.

Le possibili soluzioni sono tante e sono sempre relative alle considerazioni di ogni uno, quindi non abbiamo la presunzione di dare notizie assolute ma solo alcuni spunti su cui riflettere.(anche in questo caso vi rimandiamo a una trattazione più completa al dossier in fase di sviluppo).

78 carte
22 dette arcani maggiori
56 dette arcani minori

Non sono numeri a caso, se prendiamo in considerazione la kabalah 22 è il numero dell’alfabeto simbolico ebraico, tenendo conto delle regole della religione ebraica, epurando gli arcani minori dalle figure rimane un mazzo di 40 carte, numero composto da 4 serie di dieci – i dieci nomi di DIO, i dieci sefiroth dell’albero cabalistico. L’antico testamento menziona un certo numero di nomi sacri di Dio, ciascuno dei quali suggerisce un diverso aspetto della sua natura e un a particolare rapporto con l’umanità.

In base ad alcuni studi, purtroppo non ancora avvalorati da prove certe, il tarocco originario sembra comprendesse in tutto 108 carte. Il numero 108 è una delle divisioni naturali del cerchio: l’oriente parla di 108 raggi della ruota cosmica. I rosari di Shiva, tantrici e buddisti sono composti da 108 grani; 108 è anche un numero importane nei cicli della Rosa Croce.
Altro accostamento curioso sono le 30 carte occulte, corrisponderebbero ai 30 anni ignoti della vita di Gesù che sarebbero rivelate solo nell’ambito dell’iniziazione cristica, restano dunque manifeste le 78 carte.

Il numero 22 è legato ai numeri simbolici 3 e 7, connessi anche alla manifestazione del divino nella creazione, 3x7=21 se si aggiunge lo zero (l’inconoscibile), si ottengono 22 elementi.

Queste sono solo alcune delle corrispondenze e dei significati numerici, di correlazioni c’è ne sono ancora tante a breve aggiorneremo l’argomento con interessanti scoperte.
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